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La scuola primaria GIULIO ROMANO si trova tra via Giulio Romano e via Palladio in un edificio costituito da 2 piani. È dotata di una palestra, di refettori, una biblioteca, un'aula video e musica, uno spazio per il prescuola e i giochi serali, aula sostegno e intercultura, di un laboratorio artistico, di un laboratorio d'informatica e di un cortile interno alberato. Si tratta di una scuola con una lunga storia.

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Il corridoio di accesso alle classi Disimpegno del primo piano
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Ingresso della scuola Le classi
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L'atrio al piano terra allestito in occasione del Tredesin L'atrio al piano terra allestito in occasione del Tredesin

Infatti venne fondata nel 1887 in una baracca dell’allora periferica zona di via San Rocco era destinata ad un’utenza umile: figli di contadini, di fittavoli, di emigranti veneti o meridionali, ma anche di piccoli commercianti. Si trattava di una Scuola Maschile, che non era tuttavia che una modesta sede staccata della vicina Scuola Elementare Femminile di via San Rocco. Era inoltre una cosiddetta scuola minore (di quelle cioè che arrivavano soltanto a quattro classi) ed aveva sede in una struttura ancora del tutto fatiscente, le cui aule non erano costituite che da modeste baracche di legno e mattoni. Ma ai primi del Novecento, fu costruito il nuovo edificio, uno dei più ampi e moderni della città dell’epoca e la Scuola Femminile di via S. Rocco fu la prima ad insediarsi nel nuovo stabile, trasferendosi nel1904 nella prima ala del nuovo edificio, che si affacciava su via Palladio. Tre anni più tardi, nel 1907, quando anche l’ala di via Giulio Romano era ormai ultimata, anche la Scuola Maschile prese possesso del nuovo immobile e i due istituti, destinati a rimanere separati ancora per molti anni, furono elevati al rango di scuole maggiori con l’intero corso di cinque anni. La costruzione della nuova scuola era stata voluta dall’amministrazione comunale (le giunte liberali dei sindaci Mussi e Ponti), per rispondere alle esigenze di un quartiere in rapido sviluppo demografico ed abitativo. Preziosa fu l’opera di sviluppo culturale e di integrazione sociale svolta dalla scuola, e tale vocazione tutt’oggi la caratterizza. Allora la scuola era intitolata a "Caterina Cornaro".

Il primo direttore della scuola fu Carlo Rugarli, veniva dalle Scuole Elementari di via Quadronno, ove si era distinto per alcune iniziative coraggiose, che gli erano valse per vero dire anche alcune critiche e contestazioni da parte degli ambienti dei benpensanti. Allontanato da via Quadronno, e passato alla scuola di via Giulio Romano egli si impegnò per portare avanti idee e progetti ancora più avanzati. Visto che gli allievi venivano da famiglie di condizioni per lo più assai disagiate: erano figli di braccianti, di avventizi e di operai di recente immigrazione, molti di loro avevano seri problemi di denutrizione. Altri crescevano senza che i genitori – spesso impegnati nei micidiali turni di fabbrica – potessero davvero occuparsi di loro. In pochi anni Rugarli riuscì ad introdurre nella sua Scuola alcune iniziative di assoluta avanguardia. Creò un servizio di Doposcuola e di Ritrovo Mattutino per accudire i ragazzi di genitori lavoratori. Introdusse un servizio di refezione, che offriva ai bambini pasti caldi gratuiti; istituì (nel 1911) la pratica di tenere delle schede sanitarie per ciascuno degli alunni (e fu il primo caso in tutt’Italia); e fece perfino aprire un servizio gratuito per il taglio dei capelli. Inoltre istituì una Biblioteca per i Parenti degli Scolari (così da favorire una maggiore alfabetizzazione anche tra le famiglie dei suoi allievi); e ideò una sorta di ufficio di collocamento interno alla Scuola, per trovare lavoro ai ragazzi che non potevano proseguire negli studi. Creò perfino un servizio di Colonie Climatiche (al mare e in collina) a beneficio dei bambini più gracili e deperiti, affidandone la gestione ad un Patronato Scolastico, che fu poi trasformato in una Cooperativa.

Ma l’impresa forse più originale del Rugarli, e quella cui egli dedicò le maggiori energie, fu in particolare la «Sempre Uniti», ovvero una Società di Alunni ed Ex-Alunni della Giulio Romano, che venne istituita sin dal 1907. Si trattava di un’associazione che si preoccupava di promuovere in primo luogo iniziative di carattere sportivo (proprio in quegli anni si stava diffondendo in Italia la pratica della ginnastica, e negli ambienti pedagogici più attenti si rifletteva sul valore e l’importanza dell’educazione fisica dei ragazzi) e che era nel contempo animata dall’intento ideologico di istillare nei propri aderenti un forte attaccamento allo spirito patriottico e alla valorizzazione del «sentimento nazionale». Molti dei «Sempre Uniti» sarebbero poi partiti per la guerra del ‘15-’18 (alcuni anche volontari), e un gran numero di loro vi avrebbero anche trovato la morte: i nomi di alcuni si possono ancora leggere sulla lapide commemorativa posta nell’atrio della Scuola.

20141031 085125 Pagella 1928
La IV C nell'anno scolastico 1938/39  Pagella dell'anno scolastico 1928-1929

Nella Scuola di via Giulio Romano tra il 1969 ed il 1970 venne abbandonata la tradizionale e storica separazione tra bambini e bambine e nacquero le prime classi miste. Per anni ed anni – anche dopo la creazione di una Scuola Elementare unificata – gli allievi maschi e le allieve femmine avevano costituito due comunità separate. I primi entravano a Scuola dall’ingresso principale, le seconde dall’ingresso secondario di via Palladio. I ragazzi inoltre, dalla terza elementare in avanti, avevano rigorosamente maestri uomini, e le ragazze insegnanti donne. Da allora queste distinzioni vennero infine rimosse.

All’inizio degli anni Novanta la Giulio Romano e le Scuole Elementari di via Bocconi furono soggette ad un'unica direzione didattica, e nel 2001 si è poi dato vita ad un Istituto Comprensivo (l’istituto Jacopo Barozzi, che comprende anche la Scuola Media di via Vittadini).

L’eredità più viva della Giulio Romano, dai tempi pionieristici del direttore Rugarli fino ai giorni nostri, risiede però forse nell’apertura che questa Scuola ha spesso saputo esprimere verso la realtà del quartiere e della comunità di coloro che vi risiedono, cioè verso quella cittadinanza di cui gli alunni della Scuola sono anch’essi una giovane componente.